lunedì 4 dicembre 2017

Palagianello: la ferrovia dismessa e la Masseria Mangiaricotta


Sempre alla scoperta di novità e chicche da raccontare, quando mi hanno proposto di andare a fare una passeggiata fino alla  masseria Mangiaricotta a Palagianello, ho detto subito si.
Mangiaricotta, il nome la dice tutta! 
E già mi pregustavo qualcosa di speciale e particolare.

Non c'ero mai stata e non vi nascondo che un pò me ne vergogno e chissà quante altre volte dovrò farlo perché sono tanti i comuni della provincia di Taranto che non ho ancora visto.
L'entroterra tarantino è così vario e incantevole che, ogni volta che arrivo in un posto nuovo, non posso fare a meno di dire "questo è il più bello!"
Fatto sta che oggi, dopo questa passeggiata, Palagianello è entrata nella mia top ten delle più belle località tarantine.

Poco conosciuto, il Comune di Palagianello si trova a ovest di Taranto, precisamente a 30 km, in quella spettacolare Terra delle Gravine che abbraccia undici comuni pugliesi.
La via più semplice per arrivare è dalla statale Appia (o la statale 106), prendere lo svincolo per Palagiano nord e seguire la direzione per Palagianello.

Palagianello e la stazione dismessa

L'itinerario che vi propongo parte dalla piazza Giovanni Paolo II, ex piazza Roma. Il monumento che domina la piazza è davvero singolare. É una vecchia locomotiva tirata a nuovo che crea una certa simpatia.


Perché proprio una locomotiva?

Perché qui passava il tratto ferroviario Bari-Taranto che fu abbandonato per la nuova variante di tracciato che lasciava fuori alcune stazioni storiche come quella di Palagianello.
Attualmente l' area ferroviaria dismessa a partire da Gioia del Colle fino a Palagiano-Mottola, circa 32 chilometri, è stata riqualificata diventando una pista ciclabile.

La centenaria locomotiva 851.113 delle Ferrovie dello Stato è stata acquistata dal Comune di Palagianello e collocata nel centro della piazza su un piccolo tronco ferroviario per conservare la memoria della vecchia stazione.


La riqualificazione ha reso questa piazza grande e fruibile per grandi e bambini. Ottima idea!

La mia passeggiata comincia da qui e - ve lo ricordate? - dobbiamo andare alla Masseria Mangiaricotta.
Sempre seguendo il percorso dei vecchi binari si arriva al viadotto Santa Lucia che sovrasta la gravina e che è percorribile anche a piedi.



Il cielo è coperto e minaccia pioggia - che poi ci ha accompagnato fino alla masseria - ma noi non temiamo qualche goccia di acqua, non ci fermiamo e proseguiamo con cappello e ombrello al seguito. Questo però non mi ha permesso di immortalare il paesaggio tutt'intorno.
Per questo uso una foto dal sito delle ferrovie dismesse che mostra la strada che abbiamo fatto, qui è in direzione di Palagianello.


Il percorso porta fino alla Gravina Grande sul cui costone opposto è visibile Castellaneta.
I due versanti sono uniti dall' antico viadotto di S. Stefano, anche questo un vecchio tronco ferroviario dismesso.

Guardate la foto inserita.
Sono sotto il nuovo ponte ferroviario (pioveva 😊) molto più alto del vecchio che già di suo è alto 72 m. Un ponte in muratura costruito nel 1930 per volontà di Mussolini che a sua volta aveva sostituito il ponte ferroviario in ferro del 1862.



Non devo divagare perchè la nostra meta è sempre la masseria Mangiaricotta.

Costeggiamo il versante est della gravina e finalmente arriviamo a destinazione in contrada Serra Pizzuta.
La vecchia masseria che si trova proprio sul ciglio della gravina è stata ristrutturata ed ora è un bed & breakfast, circondato da ettari di terreno coltivato. Non pensate però che siano stati fatti grandi lavori perché si respira ancora l'antica tradizione.
La grande sorpresa non è la masseria.
É, piuttosto, aver trovato l'azienda agricola Mazzarrino in piena attività di molitura delle olive raccolte dagli ulivi giovani e secolari della tenuta.
Nel frantoio si produce l'olio extravergine di oliva già dal 1811 ed è ottenuto ancora oggi con la prima spremitura a freddo. 
Intanto, l'oleologo dott. Gianni Mazzarrino, esperto di elaiotecnica ci illustra all'interno del frantoio come avviene il completo processo di trasformazione.

E allora assaggiamolo questo olio extravergine d'oliva.


Direi che un olio extravergine così buono e aromatico non lo avevo ancora assaggiato e questa passeggiata si è rivelata più gustosa e più istruttiva del previsto. 
Ha messo addosso a tutti una senso di benessere e andiamo via con la certezza che lì, nel cuore della Terra delle Gravine, c'è chi ancora crede nell'autenticità delle tradizioni.

E sapete cosa faccio? A breve ci ritornerò grazie a Puglia Promozione.

Voi che fate, venite con me? 🙋





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8 commenti:

  1. Che carino il paesino tutto bianco che s'innalza sulla gravina! Mi ha fatto venire nostalgia della Puglia che ho conosciuto solo quest'anno ma dove tornerò sicuramente :)

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    1. E io te lo consiglio vivamente. Ricordati di mettere nell'itinerario una capatina nella Terra delle Gravine

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  2. Mannaggia, mai stata! Taranto la conosco bene e anche i dintorni ma non Palagianello, i cui cartelli ho sempre visto... Va beh, mi tocca tornare 💙

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    1. Anche io non la conoscevo, che vergogna!! Pensa, sono a 15 chilometri e non ci ero mai stata. Torna, torna e fammi un fischio.

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  3. Che bello questo itinerario..la Puglia purtroppo l'ho sempre vista solo per lavoro e solo la zona di Bari ma è una terra stupenda tutta da scoprire!

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    1. Silvia ti consiglio di fare un itinerario nella Terra delle Gravine nel tarantino. Non ci sono ancora i grandi flussi turistici ma merita tanto.

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  4. Quante meraviglie che riserva la nostra Italia! Non mi vergogno a dire che anche io, modenese da sempre, ogni tanto scopro qualche chicca che avevo proprio dietro casa...
    Un bell'itinerario, diverso dal solito, alla scoperta di una delle eccellenze pugliesi ed italiane!

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    1. Il fatto è che diamo tutto per scontato, anche le bellezze che abbiamo dietro l'angolo di casa. Le vediamo ogni giorno e non diamo peso. Un giorno, invece di vederle, le guardiamo con occhi diversi e ci appaiono all'improvviso di altro aspetto.

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